In merito al cambiamento


Cosa cambia quando noi cambiamo?
Che influenza avrà sulle opere d'arte un nostro eventuale cambio di carattere? Possiamo cambiare noi stessi, o possiamo solo imparare a comportarci in maniera diversa nei confronti della vita e delle persone?
Picasso era figlio d'arte. Non aveva mai preso vere e proprie lezioni di pittura dal padre, eppure, solo standogli accanto aveva sviluppato una maestria tale da superare il proprio maestro prima ancora di raggiungere l'adolescenza. Si poteva definirlo un genio. Un perfezionista. Un talento naturale. 
Quali che fossero le ragioni che lo portarono poi, in età adulta, a diventare l'artista anticonformista (e lo stronzo...a quanto si dice...chissà se è vero) che tutti conoscono beh...non è dato sapere. Si può solo supporre. Fatto sta che un bel giorno, Picasso stravolse totalmente le proprie stesse regole, passando da dipinti realisti ad opere che in molti stentano ancora a definire piacevoli (eufemismo!).
Le regole si possono infrangere nella proporzione in cui le si padroneggia.
Ma cosa accade nel momento in cui un umile essere umano qualunque, durante il proprio percorso introspettivo, si rende conto di dover (voler) cambiare radicalmente alcuni aspetti del proprio carattere? Nel momento in cui analizza le proprie personali regole di vita al punto da conoscerle abbastanza da volerle sovvertire? Che impatto potrebbe avere nelle sue opere d'arte? 
Potrebbe, tale percorso, allontanare l'artista dall'arte? Potrebbe, la paura di perdere la propria arte, impedire all'artista di cambiare se stesso?
"You know I need you like a poet needs the pain" (sai che ho bisogno di te quanto il poeta ha bisogno della sofferenza)... lo dice Bon Jovi, ma potrebbe averlo detto Alda Merini, potrebbe averlo detto Pinco Pallino, potrei dirlo anch'io.

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